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Corpora(r)te: Acqua di Parma


Corpora(r)te: Acqua di Parma
04 dicembre 2015

Acqua di Parma è mecenate della cultura italiana nel mondo. Scopriamo alcuni dei progetti culturali dell’azienda insieme a Gabriella Scarpa, Presidente di Acqua di Parma.


Venezia-New York, un’asse che ricorda quella della Fondazione Solomon R. Guggenheim. Uto Ughi al Teatro la Fenice e Roberto Bolle al New York City Center: due grandi artisti, due grandi eventi. Come Acqua di Parma traduce la propria eccellenza nell’impegno culturale?
L’eccellenza è per Acqua di Parma un valore guida che si estrinseca dalla ricerca di materiali pregiati alla selezione di abili artigiani fino al prodotto finito, un capolavoro frutto dell’ingegno e della creatività italiana. Eccellenza significa non solo proporsi sul mercato con un prodotto di alta qualità, ma anche impegnarsi nel promuovere questo valore. Acqua di Parma sceglie quindi l’arte e la cultura come terreno d’elezione. È con questo obiettivo che sosteniamo e affianchiamo alcuni tra i migliori artisti italiani della scena attuale, artisti del calibro di Roberto Bolle ad esempio o di Uto Ughi al Teatro La Fenice. Collaborazioni che trascendono i confini geografici del territorio italiano per riaffermare con orgoglio l’impegno di Acqua di Parma nel promuovere la bellezza e le potenzialità del nostro Paese nei confronti di un pubblico internazionale.


Sostenere la cultura è un’attitudine di Acqua di Parma. Quali sono i valori condivisi con la Collezione Peggy Guggenheim e di Intrapresæ Collezione Guggenheim?
La decisione di entrare a far parte di Intrapresæ per sostenere la Collezione Peggy Guggenheim è un passo del tutto naturale per un’azienda che come Acqua di Parma ha sempre affiancato e sostenuto il meglio della creatività artistica italiana nelle sue più svariate espressioni. Acqua di Parma condivide quindi pienamente gli obiettivi di Intrapresæ, secondo cui “L’Arte ispira l’Impresa. L’Impresa fa vivere l’Arte”. Una visione che, in uno scambio continuo e stimolante fra impresa e cultura, comporta la partecipazione attiva alla vita del museo veneziano. Sono infatti fermamente convinta che l’azienda non svolga semplicemente un ruolo economico, ma sia prima di tutto un attore sociale e in quanto tale abbia il dovere di contribuire a migliorare la società in cui viviamo. E questo passa anche e soprattutto attraverso la promozione dell’arte e della cultura.


I’ll Be There Forever / The Sense of Classic è la prima mostra di arte contemporanea prodotta dal marchio e rappresenta un’ulteriore evoluzione dell’impegno consolidato nel campo dell’arte. Ci racconta questa esperienza?
Prima di I’ll Be There Forever /The Sense of Classic Acqua di Parma ha sempre investito in arti “classiche”, ribadendo così la passione e il legame con una tradizione e una cultura del bello tutte italiane. Ma Acqua di Parma oltre ad essere tradizione, è contemporaneità. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di entrare nel campo dell’arte contemporanea con il grado massimo di coinvolgimento, ovvero come produttore di una mostra che per un mese è stata ospitata all’interno delle splendide sale di Palazzo Cusani a Milano.
Una mostra che scandaglia il tema del classico, assai caro alla tradizione artistica italiana, e ne indaga le sue interpretazioni nell’arte contemporanea attraverso le opere di alcuni tra gli artisti più interessanti nel panorama internazionale. Si è trattato di un progetto molto complesso, che ci ha impegnato per oltre un anno ma che ha riscosso un successo di pubblico eccezionale, oltre 11.000 visitatori nell’arco di un mese e il plauso dei più affermati magazine d’arte internazionali.


© Diego Perrone, Senza titolo. Commissione e realizzazione per I’ll Be There Forever / The Sense of Classic