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Museo
Il museo si ferma ma porta online la sua “mission”


Il museo si ferma ma porta online la sua “mission”
11 marzo 2020

L’arte e la bellezza non devono fermarsi

 

È ormai trascorso qualche giorno dalla firma del DPCM emanato l’8 marzo 2020 che, dichiarando zona protetta tutto il territorio nazionale, sancisce la chiusura di diverse attività tra le quali i musei come misura di prevenzione del contagio del COVID-19.  In un momento così particolare e inedito della storia di tutti dove ci viene chiesto di fermarci per aiutare gli altri e noi stessi, l’arte e la bellezza sono chiamate a colmare il tempo e lo spazio per farci sentire meno isolati e più vivi.

 

Così la Collezione Peggy Guggenheim risponde alla situazione attuale con resilienza, portando avanti sui canali social la sua missione educativa e di diffusione dei propri contenuti e della propria storia ad un pubblico quanto più ampio ed eterogeneo possibile, che ama l’arte e che è chiamato, in un momento così delicato, a comportarsi responsabilmente, nel rispetto di se stessi e degli altri, rimanendo a casa. È proprio dalla casa di Peggy Guggenheim che la PGC richiama l’attenzione e, grazie al grande potere della condivisione, lancia una serie di attività attraverso i suoi canali su Facebook, InstagramTwitterLinkedIn con l’hashtag #larteresiste e, unendosi a personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, così come tantissime istituzioni culturali, promuove con #Iorestoacasa l’importanza del restare nella propria abitazione per contenere il contagio.

 

Presentazioni virtuali dedicate alla vita di Peggy Guggenheim e ad alcuni capolavori della sua collezione, la parola allo staff e ai tirocinanti del museo, che restituiscono attraverso immagini sempre originali e creative il loro punto di vista sulla Collezione; brevi approfondimenti su aspetti meno noti delle opere esposte, affondi dedicati alla mostra temporanea Migrating Objects, e, perché no, qualche “Art Quiz” per mantenere sempre viva l’attenzione e mettere alla prova i suoi followers.

 

Un museo senza visitatori nelle sale tradisce la sua stessa natura, ma grazie alla tecnologia e ai social network, il museo stesso si fa “visitatore” nelle case del suo pubblico, portando un po’ di sé a tutti quelli che lo seguono, nella speranza di poter tornare presto ad accogliere il suo pubblico.


© Ph: Nava Rizvi - Rogerio Victor Satil